ChiaraCaminante sulla Via Francigena in Valle d’Aosta..

…tempo fa qualcuno mi ha detto: hai percorso la Via Francigena come un pasto…io non ho capito e ho chiesto spiegazioni…sei partita dal secondo e dal dolce, per poi passare all’antipasto e dopo ancora al primo…
…e in effetti è vero, ho camminato prima di tutto in Toscana, poi in Lazio, dopo sono andata in Piemonte e Valle d’Aosta e alla fine Lombardia e Emilia Romagna…saltellante come piace a me, sono partita ogni volta che avevo qualche giorno a disposizione…
…a settembre 2021 è stata la volta della Valle d’Aosta…ho lasciato ai sincronismi decidere la mia partenza, o meglio ad una telefonata…i bus che salgono al Gran San Bernardo viaggiano solo nei mesi di luglio ed agosto, e a volte, se il tempo in quota regge, anche per qualche giorno di settembre…come avrete capito la telefonata che ho fatto ha avuto un ottimo esito, l’ultimo bus partirà il 12 e io avevo previsto di partire il 9 settembre…
…prendo il primo treno da casa alle 6.30 di mattina, ne cambio altri 2 e ad Aosta il bus è puntuale, alle 15.30 vedo il lago del passo, saluto Marcello un pellegrino con cui ho fatto il viaggio in bus, lui inizia a camminare subito…io invece ho prenotato un letto per la notte nel dormitorio dell’Hospice du Grand Saint Bernard che scopro subito si trova in territorio svizzero, scatto qualche selfie al cartello del confine, siamo a 2473 mt…
…il panorama è a dir poco spettacolare, lascio lo zaino in stanza e mi avventuro nei dintorni per qualche foto e poi mi concedo un bicchiere di vino al bar dell’auberge…appunto nel mio taccuino queste parole lette sul muro esterno: “Quando uno si allontana un pò dal mondo, sente meglio il suo polso che batte, ci si incontra con gli altri con più verità.”…mi godo questa solitudine, la notte esco ad ammirare stelle e lago illuminato dai pochi locali attorno…
…colazione in hospice e via si parte, esco e non vedo il lago ad un metro, c’è una nebbia fittissima…inizio così la discesa, senza vedere nulla di nulla…camminando saluto qualche pellegrino, 2 sorelle americane che mi chiedono se nei monti ci sono orsi, un canadese, la svizzera Florence e il portoghese Pablo…dopo 1300 mt di discesa con Florence e Pablo ci si incontra a cena a Echevennoz, l’ostello che mi ospita è accanto ad una chiesetta davvero incantevole…
…la 2° tappa è ancora tutta in discesa, il sentiero è costeggiato per km dai ru, piccoli canali d’irrigazione…a Gignod ritrovo Pablo, camminando assieme mi racconta la sua avventura, è partito da casa in Portogallo, è arrivato a Santiago, ha percorso tutto il cammino francese al contrario e poi Francia e Svizzera, arriverà a Roma…ad Aosta lo abbraccio e lo saluto sapendo che non lo rivedrò, io ho concluso i miei passi odierni mentre lui continua…lascio lo zaino in hotel e ritorno in centro, incontro Florence e brindiamo al cammino…passiamo il pomeriggio assieme a visitare la città…
…la mattina parto presto, una mongolfiera coloratissima che si alza in cielo mi dà il buongiorno, sale fin sopra le montagne alla mia vista…dopo qualche km ritrovo Florence e percorriamo insieme il sentiero del sorriso pieno di sassi colorati, appunto nel mio taccuino qualche frase che leggo nei sassi: “la felicità è uno stile di vita” e “fidati delle tue vibrazioni, le persone a volte mentono, l’energia no”…
…attraverso qualche borgo abbandonato e una favolosa casa piena zeppa di vivaci lavori artistici appesi alle pareti esterne, un pò in saliscendi lungo il costone est della vallata…arrivo a Chatillon dove incontro la signora che mi ospiterà a casa sua per la notte, sinceramente l’esperienza non è delle migliori, poco accogliente e poca visione da pellegrina…
…è molto più calorosa e confortevole la serata/nottata a Verres, nonostante la Prevostura di Saint Gilles sia un posto assai spartano ma pulito, dove sono arrivata dopo aver passato piccoli paesi lungo il sentiero…credo sarà anche per la compagnia di 2 danesi e 2 tedeschi e mille chiacchere con vista castello sui cammini percorsi negli anni (e qualche bicchiere di vino)…
…la tappa che mi conduce a San Germano di Borgofranco d’Ivrea è sui 30 km, il Forte di Bard si eleva in tutta la sua imponenza, appena sotto mi ritrovo in mezzo al percorso del Tor des Geants, per qualche km combacia con la Via Francigena e in molti mi chiedono dove sto andando con uno zaino enorme e mi incitano, rido tra me e me e poi spiego che non partecipo a questo Tor (che poi scopro essere un qualcosa di pazzesco e massacrante)…
…a San Germano sono sola in ostello, la porta mi accoglie con la scritta: “i sentieri sono nati camminando” mi cucino la cena e crollo a letto…
…parto prestissimo la mattina, ho i giorni tirati e devo macinare km, 35 per questa tappa, la più dura, ma emotivamente assai carica di meraviglia…attraverso Ivrea con la pioggia, mi fermo all’info point del pellegrino dove mi regalano una spillina…riparto veloce, cerco qualche scorciatoia per tagliare i km…e poi accade che mentre sono in una via fuori dal percorso originale passo davanti ad un bar, un uomo e una donna incuriositi mi fermano e mi fanno un sacco di domande, dico che ho fretta, ma dopo neanche un minuto sono seduta al tavolo con loro a bere un succo, mi raccontano le loro camminate in zona…poi Oscar si alza e mi chiede a bruciapelo: posso farti un regalo? rispondo certamente e ridendo dico basta che non pesi troppo…va via 10 secondi e ritorna con un bastone da lui intagliato con incastonato un anello con la scritta di un angelo custode, mi dice che è un bel pezzo che lo aveva in auto, stava aspettando di regalarlo alla persona giusta…mi scende una lacrima, la magia del cammino anche questa volta è stata potente…abbraccio Oscar ed Elena e riparto piena di gratitudine per questo nuovo supporto…
…arrivo stanchissima ma felicissima all’ostello di Cavaglià, qui trovo un gruppo di pellegrini francesi che vuole dormire nonostante non abbiano ricevuto il consenso della responsabile, continuano a tartassarmi di domande, ma rispondo che non sono io a dover decidere se possono restare lì, non ci sono nemmeno i letti per tutti…io avevo prenotato giorni prima e loro no, non so che dire, mi lavo ed esco a bere un bicchiere di vino…ritorno solo dopo cena e sono rimasti solo in 2, incavolati con me (non capisco) vabbè…
…riparto per l’ultimo giorno, i km sono solo 12 ma in questo breve tratto accadono cose bellissime…incontro in direzione opposta alla mia il gruppo di Noisy Vision un’associazione che organizza eventi e cammini per persone con disabilità visive e uditive, questo il loro sito https://www.noisyvision.org/it/…stanno percorrendo il Cammino di Oropa, tutti vestiti in giallo (mi spiegano che è il colore che gli ipovedenti riescono a riconoscere meglio), io sono battezzata fucsia (il colore della mia maglia), mi fanno un sacco di domande e ci scattiamo foto, che super esperienza la loro!!!
…arrivata a Santhià mi dirigo al punto info pellegrini per chiedere l’ultimo timbro sulla mia credenziale, lì incontro Salvatore e iniziamo a chiacchierare all’impazzata, non so perchè ma è una di quelle persone che sento di riconoscere a istinto, mi sembra di essere amici da una vita e le sensazioni sono molto belle, ci raccontiamo un sacco di cose, la mia avventura appena terminata, la sua vita da ipovedente…ci scambiamo un lungo abbraccio e mi metto a correre verso la stazione, sto per perdere il treno, ne ho 4 che mi riporteranno a casa…
P.S. spoiler: eh si e poi ad aprile 2022 ho interamente concluso tutta la Via Francigena italiana…

questo il sito ufficiale della Via Francigena dove ho trovato tutte le informazioni possibili: http://www.viefrancigene.org/it/

10-16/09/2021

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